Medicina Complementare

L’errore che si fa spesso descrivendo la differenza tra la medicina complementare e quella tradizionale è il confronto a sfavore di una delle due.

Non bisognerebbe mai dimenticarsi che si cura il paziente e non la sua malattia; ciò significa trovare la terapia contro la malattia che affligge il paziente, tenendo conto delle risposte del suo proprio organismo cercando sempre di arrivare alla causa e non di tamponare semplicemente il sintomo .


Cercherò di elencare i principali pregi e difetti dei due approcci.


La medicina complementare ha un approccio olistico alla patologia, giacché inquadra i disturbi  nel contesto generale del funzionamento dell’organismo. Lo scopo di un trattamento non convenzionale è quello di stimolare una reazione del sistema immunitario contro la malattia. Tale approccio si presta però ad aspiranti stregoni che facendosi scudo con l’olismo, cercano disfunzioni improbabili ovunque, perdendo tempo o combinando poco.


La medicina tradizionale negli anni ha acquisito credito grazie ai metodi di ricerca e validazione scientifica, grazie alla redazione di protocolli terapeutici provati, grazie alla tecnologia. Però negli anni questa medicina ha perso di vista la totalità dell’individuo, sviluppando una frenetica iperspecializzazione su distretto corporeo.


Come al solito la terapia giusta è l’incontro delle due visioni della medicina, al servizio del paziente e della sua salute.


Il dott. Still diceva: ”…tutti trovano la malattia, pochi trovano la salute.”