Bambina di 11 anni con asma allergica

A Ottobre del 2008 una mia paziente mi parla, per caso, di sua figlia e di tutte le terapie farmacologiche che sa seguendo, a causa di una forma di asma allergica persistente che peggiora nei cambi di stagione.

Le dico di portarla per farmi valutare l’aspetto funzionale meccanico dell’apparato respiratorio, l’aspetto viscerale (polmone) e il funzionamento del sistema cranio sacrale della bimba. Lei accetta.


Storia clinica


Durante la prima visita osteopatica la madre mi racconta che:
• Alla nascita ha avuto un travaglio lungo;
• I primi episodi di broncospasmo della figlia risalgono all’età di 2/3 mesi;
• Sempre in quel periodo e per un po’, la bimba soffriva di rigurgiti frequenti e abbondanti;
• Nell’estate del 2007 episodio di reflusso gastroesofageo controllato con dieta alimentare
• Recente polmonite a luglio 2008;

• attualmente è in terapia con antistaminico, cortisone e Ventolin più vaccino nei periodi più esposti.

Visita osteopatica

Durante la visita osservo che:
• Il torace è rigido e al test di compressione fa fatica nel ritorno;
• il diaframma toracico è in tensione
• le prime due coste sono atteggiate in inspirazione
• il cranio è compresso; la sensazione è che ci sia un problema di drenaggio vascolare
• il sacro è compresso
• l’occipite presenta una lesione interossea nella porzione condilare destra
• le due ossa temporali hanno una simmetria di movimento
Eseguo il trattamento verso la normalizzazione di tutte le disfunzioni trovate.


Proposta terapeutica
Propongo alla mamma e alla sua bimba di vederci 3 volte a distanza di una settimana. Se tutto
procede bene con una riduzione dei sintomi rilevante, fare una 4a seduta a due settimane di
distanza, poi una 5a e una 6a a tre settimane. I successivi controlli li programmeremo ai cambi
di stagione, per cui ogni tre mesi circa.
Risultati
Dopo la prima seduta la bimba si è sentita subito meglio. Ha la sensazione di avere più
leggerezza nello stretto toracico anteriore e la possibilità di compiere atti respiratori più
lunghi. Non ha dovuto ricorrere alla terapia se non con il ventolin in un paio di casi.
Dopo la seconda seduta, non ha avuto bisogno del Ventolin.
Dopo la terza seduta, nonostante non sia stata manipolata per due settimane, la bimba ha
mantenuto i benefici fin qui raggiunti; e ciò è accaduto anche dopo la quarta e la quinta
seduta.
Con un po’ di timore da parte della madre, abbiamo impostato le sedute di controllo,
rimanendo d’accordo che se ci fossero stati degli episodi acuti, ci saremmo visti prima.
I successivi controlli hanno confermato il progresso fatto sia dal punto di vista osteopatico,
che, cosa più importante, da quello sintomatologico.
Inoltre la bimba ha rilevato una sensazione maggiore di benessere generale e rilassatezza.

La madre mi ha detto che sua figlia si sottoponeva volentieri ai miei trattamenti osteopatici.

Ho trattato nuovamente la bimba per una distorsione alla caviglia a settembre 2009. Mi ha riferito di avere mantenuto i benefici della terapia svolta in precedenza, per l’asma.


A maggio 2010 ho rivisto la madre che mi ha riferito che sua figlia gode ancora dei benefici della terapia.


Conclusioni
Alla base dell’asma bisogna tenere in considerazione aspetti genetici, meccanici e psicologici.
Sul primo aspetto non sono sicuro dell’efficacia della manipolazione osteopatica, so solo che migliorare la funzionalità del sistema cranio sacrale, agisce sulla vitalità del sistema.


L’aspetto meccanico giova della manipolazione, in quanto essa migliora la prestazione del motore della respirazione. Con un motore migliore, anche l’individuo acquisisce maggior fiducia nelle sue potenzialità.


Non penso di essermi sostituito alla terapia convenzionale e alla farmacologia; penso che le due cose possano andare a braccetto, rispettando ognuna i limiti dell’altra.